Northern Ireland, finally!

I swear, I tried with all myself to write on this blog even while I wasin the middle of the Christmas market, but with two jobs, no free days and tiring work times I didn’t make it. Then there had been Christmas day with its family reunion and the 26th I traveled to Northern Ireland, where finally I am.

Ci ho provato, lo giuro, con tutta me stessa a scrivere qui sul blog anche mentre ero nel mezzo del mercatino di Natale, ma con due lavori, nessun giorno di pausa ed orari sfiancanti non ce l’ho fatta. Poi c’è stato il giorno di Natale con annessa riunione di famiglia ed il 26 Dicembre ho viaggiato per arrivare in Irlanda del Nord, dove mi trovo al momento.

Can I say it? It’s been a truly horrible travel. I woke up at 5.30 to calmly prepare for the first train to Milan, that was at 7.26. I was well in advance, like always, to arrive to take the plane without problems. But. Since of the bad weather the train accrued late (almost 80 minutes!). Arrived to Milan Central Station I literally ran to take the bus to Orio al Serio; there was the pink one departing before the others, so I took that one, but the driver was so slow that we had been surpassed from those departing later. Really, they were searching for me having an hysterical crysis. So I bursted in the airport, running full of luggages to the check in. In a hour my flight was leaving and I had yet to pass all the queue to the metal detector, that, being the 26th of December, was winding all over the airport. Before me a funny family with two little children decide to have fun letting them do the check in. Anyway the people at their backs were non in late, right? Finally they end their pantomime, it’s my turn: I trow the bag on the scale and passport and boarding pass on the desk. But the guy at the check in, instead of doing what he was supposed to, decides to go away to do something else. I start to see red: i run at his back telling him I’m in late for my flight. He returns to the desk, gives a gaze to my documents and says: “You going to Dublin? See, there’s plenty of time for that!”. I mumble something back just to make it fast, but I think that probably this man: 1. didn’t have a look in the last 10 hours to the metal detector queue, 2. isn’t looking to go to toilet from when he reached Milan, 3. isn’t a smoker who is not touching a cigarette from five h0urs.
Then I wait half a hour in the metal detector queue, finally I run to the toilet, I smoke a cigarette at full speed while calling home to reassure them I’m making it, then I run to the plane and I arrive with the last 0nes. How? Wasn’t I full of time? 😉
The flight, turbulence apart, goes good. I concentrate on videogames like there’s no tomorrow, and it’s not hard since part of me is thinking that truly.

Posso dirlo? E’ stato davvero un viaggio orribile. Mi sono svegliata alle 5.30 per prepararmi tranquillamente per prendere il primo treno per Milano alle 7.26. Ero in largo anticipo, come sempre, per arrivare a prendere l’aereo senza problemi. Ma. A causa del tempo orribile, oltre ad esser fradicia, il tren0 ha accumulato ritardo (quasi 80 minuti!). Arrivata in Stazione Centrale a Milano sono letteralmente corsa a prendere il bus per Orio al Serio; c’era quello rosa che partiva prima di tutti, ma l’autista era così lento che siamo stati doppiati da quelli che partivano dopo. Davvero, la crisi isterica se la cercano. Così ho fatto irruzione in aeroporto, correndo carica di valigie al check in. In un’ora il mio aereo sarebbe partito ed avevo ancora davanti la fila per il metal detector, che, essendo il 26 di Dicembre, si snodava praticamente per tutto l’aeroporto. Davanti a me una simpatica famiglia con due bambini piccoli decide di divertirsi lasciando che siano loro a fare il check in. Tanto quelli dietro mica hanno fretta. Finalmente finiscono la pantomima, è il mio turno: lancio il bagaglio sulla bilancia e passaporto e boarding pass sul banco. Il ragazzo del check in però, invece di farmi fare quel che devo, decide di andare via e far qualcos’altro. Inizio a vedere rosso: gli corro dietro dicendogli che sono in ritardo per il mio volo. Torna al banco, guarda i miei documenti e mi dice “Quello per Dublino? Guarda che hai ancora un sacco di tempo!”. Bofonchio qualcosa in risposta per fare in fretta, ma penso che probabilmente il signore in questione: 1. non abbia visto nelle ultime 10 ore la coda al metal detector, 2. non debba andare in bagno con urgenza da quando è arrivato a Milano, 3. non sia un fumatore che non tocca una sigaretta da cinque ore.
Poi mi aspetta più di mezz’ora in coda per i controlli di rito, finalmente corro in bagno, fumo una sigaretta alla velocità della luce mentre chiamo a casa rassicurando tutti che ce la sto facendo a non perdere il volo, corro a prendere l’aereo ed arrivo tra gli ultimi. Ma come? Non ero piena di tempo? 😉
Il volo, un po’ di turbolenza a parte, va bene. Mi concentro sui videogiochi come non ci fosse un domani, e non mi è difficile visto che una parte di me lo teme seriamente.

As I arrive in Dublin, even if there are two hours to wait for the bus to Belfast, after all I passed I feel like I’m already home.

Arrivata a Dublino, nonostante manchino due ore al bus per Belfast, dopo tutto quel che ho passato mi sembra di essere già a casa.

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I sit and I take a coffee milkshake (as I already explained in other posts, I will never take again the expensive and undrinkable espresso of dublin airport!) at AMT bar and I relax. Finally. Back to Ireland ♥

Mi siedo e prendo un frappè al caffè (come ho già spiegato in altri post, il costosissimo ed imbevibile espresso dell’aeroporto di Dublino non lo prenderò mai più!) al bar AMT e mi rilasso. Finalmente. Tornata in Irlanda ♥

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A coffee milkshake ❤

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Life lag.

I’m back in Italy from two days and I’m experiencing what I call “life lag”. To live between two countries is beautiful, it gives you a lot of experiences and you get bored not so easily, but it can be particularly stressing too. Every time you move you have to get used again to different situations, company, habits.
After three weeks in Ireland I was reading, writing, talking, interacting, (cursing) in english, in Italy clearly we talk italian and I have to reorganize my brain to the language.
As I arrive in one of the two countries (but mostly in Italy, where, obviously, I have most of my friends, continously paranoid about me not coming back) I have to organize at least a week of meetings/celebrations/aperitivi/dinners/chattings with the friends who are not seeing me from some time. It’s not important if I’ll be staying for two weeks, two months or forever: everyone will want to see me anyway during the first seven days (sweet! ♥ ): let’s say it’s the only moment in which I need an agenda 😀

Sono tornata in Italia da due giorni e sto sperimentando quello che io chiamo “life lag”. Vivere tra due nazioni è bellissimo, ti dà molto in quanto ad esperienze e ti annoi difficilmente, ma è anche particolarmente stressante. Ogni volta che ti sposti devi riabituarti alle diverse situazioni, compagnie, abitudini.
Dopo tre settimane in Irlanda oramai leggevo, scrivevo, parlavo, interagivo, (imprecavo) in lingua inglese, in Italia ovviamente si parla italiano e devo riassestare il mio cervello alla lingua.
Appena metto piede in una delle due nazioni, qualsiasi essa sia (ma soprattutto in Italia, dove com’è ovvio ho il maggior numero di amici, continuamente in paranoia che io non torni), mi ritrovo a dover organizzare come minimo una settimana di incontri/festeggiamenti/aperitivi/cene/chiacchierate con gli amici che non mi vedono da qualche tempo. Poco importa che io mi fermi due settimane, due mesi o per sempre: vorranno tutti comunque vedermi nei primi sette giorni (carini! ♥ ); diciamo che è l’unico momento in cui effettivamente ho bisogno di un’agenda 😀

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See you on sunday! 😛

I have to get used again even to times and food, and to the different occupations I have here (for example I had a lot of orders for CartEssenza).
And, while all these tasks are assembling, it seems I lack of energies, and so I remain watching the time passing without having the strenght to move. Now I know, it’s only question of few days, in a bit I’ll get used and I’ll be back active as before.
Plus, last but not least, every time I return to Italy it means I’ll not see my boyfriend for who knows how much time. The first days are always the worst, I miss him a lot and I walk around the house like a lost soul.

Devo riabituarmi anche agli orari ed al cibo ed alle diverse occupazioni che ho qui (per esempio mi sono arrivati tanti ordini per CartEssenza).
E, mentre tutti questi impegni si accumulano, a me sembra manchino le energie, e rimango a guardare il tempo che passa senza avere la forza di muovermi. Ormai lo so, si tratta solo di qualche giorno, tra poco mi abituerò e tornerò attiva come prima.
In più, ultimo ma non ultimo, metteteci anche il fatto che ogni mio ritorno in Italia significa non vedere il mio compagno per chissà quanto. I primi giorni sono sempre i peggiori, mi manca tantissimo e mi aggiro per casa come un’anima in pena.

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All this to justify my absence from this blog and generally from my normal life: you don’t mess with life lag! 😉
During next days, anyway, I’ll try to write the articles I have in my mind: in my last days in Northern Ireland I gathered some material to talk about, I think it’s good. We’ll see 😉

Tutto ciò per giustificare la mia assenza da questo blog e dalla vita normale in genere: non si scherza col life lag! 😉 Nei prossimi giorni, comunque, farò in modo di scrivere gli articoli che ho in testa: nei miei ultimi giorni in Irlanda del Nord ho raccolto un po’ di materiale di cui scrivere, secondo me merita. Vedremo 😉

How to Travel: qualche consiglio sui bagagli per volare con Ryanair e le Compagnie Low Cost

[Italian post] *This post is written in italian for a reason: I read long time ago an article about the difficulties of italian people traveling with Low cost companies, and in my travels I saw that’s kinda true. Yes, there are rules that for some reason we find difficult to follow due to our *in good faith* lack of precision (on the other hand, low cost companies I’m talking about are irish, and I know from my boyfriend how much they can be precise following procedures), but it’s not really a mission impossible…I mean, I’m messy and chaotic, but I do it 😉

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Negli ultimi due anni mi sono ritrovata spesso a viaggiare e volare, soprattutto sulla tratta Italia-Irlanda, ed ovviamente, non disponendo di grandi risorse economiche, Ryanair ed Aer Lingus sono al momento le mie migliori amiche. Sì, iniziate a tremare: sto parlando di Compagnie Aeree Low Cost, il terrore degli italiani e non solo.

Premettendo che non sono immune all’ansia pre-partenza legata al peso dei bagagli, al caos dei trasporti, ai check-in in volata, devo però dire che con un po’ di sana organizzazione e tanto fatalismo, le ansie si limitano (e le spese anche!). Dopotutto, se vogliamo viaggiare spesso e non abbiamo a disposizione un conto in banca illimitato, dobbiamo adattarci.
Poiché dire che ne ho viste di belle è limitativo, proverò ad aiutare tutti coloro che sono come me completamente allo sbaraglio nel mondo dei viaggi ad uscire *se non vincenti* almeno un po’ meno ammaccati dall’esperienza di volo.

Oggi vi parlo del problema più comune (soprattutto, ma non solo) con le compagnie Low Cost: i bagagli. Ecco qualche consiglio su cosa tenere a mente prima e durante il viaggio: Continue reading