Histoire d’O – Pagina 101

histoire d'o
“Chi può avere pietà di coloro che aspettano? E’ così facile riconoscerli: per la loro dolcezza, per il loro sguardo falsamente attento – attento, sì, ma a qualcosa di diverso da ciò a cui guardano – per la loro assenza.” (*)

“Storia di O” – Pauline Réage

(*) I read it in italian, here there is the translation in english, I found it in the complete book in pdf:

“Who pities those who wait? They are easily recognized: by their gentleness, by their falsely attentive looks – attentive, yes, but to something other than what they are looking at – by their absent-mindedness.”

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E’ finita la morte

E la morte? Dov’è?
Cercò la sua solita paura della morte e non la trovò. Dov’era? Ma quale morte? Non c’era nessuna paura, perché non c’era neanche la morte.
Invece della morte c’era la luce.
“Ah, è così!” esclamò ad un tratto a voce alta. “Che gioia!”.
Per lui tutto si era compiuto in un attimo e il significato di quell’attimo non cambiò più. Per i presenti la sua agonia durò ancora due ore.
“E’ finita!” disse qualcuno su di lui.
Egli sentì quelle parole e le ripetè nel suo animo. “E’ finita la morte” disse a se stesso. “Non c’è più”.
Aspirò l’aria, a metà dei respiro si fermò, si distese e morì.

Lev Nikolaevič Tolstoj – “La morte di Ivan Il’ič”

I feel the same: today the end of the end started, and it’s good.

New book: “Il Deserto dei Tartari” – Dino Buzzati

Today I’ll start a new book: “Il Deserto dei Tartari” (The Tartar Steppe) by Dino Buzzati. I love Buzzati, I read and read again his short novels and the novels “Un amore” and “Il segreto del bosco vecchio” (one of my favourite books).
I “met” his work when I was very young: at 11/12 I didn’t haved the possibility to just go out and buy books (nonetheless I was very lucky, since my mom was taking me every few months to the biggest bookshop in the city and letting me choose all the books I wanted, plus I had the possibility to buy them via mail 😉 ), so I used to read all I could find around. In my literature school book I found the short novel “Il Colombre” and I loved it. That strange feeling I felt in front of this story was probably due to the first time I was meeting the unavoidability of some happenings in life, the fears that could make a man miserable if he can’t pass them.
I have “Il Deserto dei Tartari” in my personal library from a long time, but I had a boyfriend that hated it so much that I continued in time to postpone its reading. Now a lot of things changed in my life, and here I am.

From Wikipedia:

Lo scrittore bellunese in un’intervista affermò che lo spunto per il romanzo, era nato “dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi. Molto spesso avevo l’idea che quel tran tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. È un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell’esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva”.
Il tema centrale del romanzo è dunque quello della fuga del tempo.

The video I published in this post is related to the book: the song “Fortezza Bastiani” by Franco Battiato, from in his awesome album “X Stratagemmi”, is in fact inspired by the main place of the book.