Boccadasse – Genova

While I was wandering in the web I found this beautiful photo (unluckily the copyright was not specified, so if you know who is the author write me to add it, please) of my city, that made me dream with my eyes open: the colours, the sea, the atmosphere…or better: one of the many atmospheres that you can breathe in different spots of Genoa. I am born here, but above all my soul here was moulded, there’s no doubt. Of sea and wind, of infinite horizon and stones, of colours  and scents, of sweetness and roughness.

Mentre vagavo per il web ho trovato questa foto bellissima (purtroppo non era indicato il copyright, quindi se doveste sapere di chi sia scrivetemi pure per aggiungerlo) della mia città, che mi ha fatta sognare ad occhi aperti: i colori, il mare, l’atmosfera…o meglio: una delle tante atmosfere che si possono respirare in diversi punti di Genova. Qui sono nata, ma soprattutto è stata forgiata la mia anima, non c’è dubbio. Di mare e vento, di orizzonte infinito e pietre, di colori ed odori, di dolcezza ed asprezza.

Boccadasse - Genova

Boccadasse – Genova

Last days: libraries, CartEssenza and my next flight ♡

I didn’t disappear, just I’m working as mad (soon I’ll start a two weeks Christmas Market with CartEssenza), fighting a bad bronchitis, watching a million of movies…then, let’s see…I built a new library in my room (I’m about to reach 800 books, they were starting to become unmanageable)…

Non sono scomparsa, bensì sto lavorando come una matta (a breve avrò un mercatino natalizio di due settimane con CartEssenza), combattendo una bronchite che non se ne vuole andare, guardando un milione di film…poi, vediamo…ho montato una nuova libreria in camera (sto per toccare gli 800 libri, stavano iniziando a diventare ingestibili)…

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…and I booked my next flight to Ireland ♡
As usual: I know when I’ll depart, I have no idea when I’ll be back.

…ed ho prenotato il mio prossimo volo per l’Irlanda ♡
Come sempre: so quando parto, non so quando torno.

Two games I play when I go alone around Milan

I don’t like Milan: for me, coming from Genoa, it’s a city too stressing, overcrowded and dispersive. Usually I see it in the short lapse of time from my arrive in the Central Station to the departing of the bus for Bergamo, from where Ryanair flights leave, and viceversa: just the time of a cigarette.
Howevere, it happens sometime that I have to go there for work (like occurred on wednesday) and so I have to pass some hours in that metropolitan chaos. I don’t like the lack of personal distance between people, the impossibility of walk in a straight line because of the crowd everywhere, I like even less the smog that glues on my body making me feel dirty even if I had a shower two or three hours earlier. On the other hand, a thing that amuses me is to be a random person, to which people pay attention just for some seconds, then removing the memory completely from their mind. This lets you observe who is around better than in the more little cities to which I’m used, like Genoa or Belfast.
So to go in Milan is becoming every time a secret entertainment. Usually there are two things I do to keep myself busy:

Non amo Milano: per me, che sono di Genova, è una città troppo stressante, sovraffollata e dispersiva. Di solito la vedo nel breve lasso di tempo che passa dal mio arrivo in Stazione Centrale alla partenza del bus per Bergamo, da dove partono gli aerei Ryanair, e viceversa: giusto il tempo di una sigaretta e poi via.
Capita però a volte che io debba andarci per lavoro (come è successo mercoledì) e quindi qualche ora nel caos della metropoli non me la toglie nessuno. Non mi piace la mancanza di un bolla prossemica tra le persone, il non poter camminare in linea retta a causa della folla che si trova ovunque, ancor meno lo smog che mi si incolla addosso e mi fa sentire sporca anche se ho fatto una doccia solo due o tre ore prima. Una cosa che però mi diverte molto è l’essere una persona qualsiasi, alla quale la gente sembra fare caso per qualche secondo per poi rimuoverla completamente dalla propria testa. Questo permette di osservare chi si ha intorno molto di più che nelle città più piccole alle quali sono abituata, come Genova o Belfast.
Ecco quindi che andare a Milano si tramuta ogni volta in un segreto divertimento. Di solito ci sono due cose che faccio per tenermi occupata:

1. To observe people seated in front of me in the subway, memorizing the more details I can, to draw then the scene when I’m home or on the train to Genoa. These below are those of my back trip to the Central Station on wednesday:

1. Osservare le persone sedute di fronte a me in metro, memorizzando il maggior numero di particolari possibili, per poi disegnarle una volta a casa o sul treno nel viaggio sino a Genova. Queste qui sotto sono quelle del mio viaggio di ritorno in Stazione Centrale mercoledì:

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Love has no size.

Love has no size and it’s not a matter of weight on the scale. This is what Stephen taught me when we met. I’ve never been  one of those women obsessed with their own weight or with their appearence and I passed way more time cultivating what I have inside instead of what’s outside. Despite that, I found I have some basic manias, results of my social and cultural background, that had been given for granted and so every day worked in silence inside me, regulating the satisfaction and perception I had of myself.
In Italy we have a real obsession for physical shape: the majority of people I know, women or men, single or in a couple, are continously in diet. To have some chilogram too much is perceived as an obstacle to other people liking you and a lack of love toward yourself. There are then many other requisites, but that’s pretty strong, especially if you are a woman. In part it’s a question of tastes, but most of all it’s a consequence of aesthetic stereotypes that every day are given us from society and media, and with which, in time, unwittingly we grow.
One of the things that struck me more when I visited Northern Ireland for the first time, was the absence of this element: men, but even more women, are more free and the physical shape has really not so much importance. Some chilo too much is not an oppressive problem that prevents you to find a boyfriend or banish you in the club’s corner when you go out with friends. Character, intelligence and congeniality are the true important things, and even another kind of beauty, that takes its strenght from the person and not from the shell.
And Stevie thinks exactly the same way: not only he taught me to be more open toward people, but even to feel better with myself. If him, that is one of my favourite people in the world, loves me as I am, why should I worry about other things? To be ourselves is the sexiest thing we can do 😉

L’amore non ha taglia, non è una questione di chili sulla bilancia. Questo è quello che mi ha insegnato Stephen dacché ci siamo conosciuti. Non sono mai stata una di quelle donne ossessionate dal proprio peso o dall’aspetto fisico ed ho passato decisamente più tempo a coltivare quel che ho dentro rispetto a ciò che è fuori. Ciò nonostante mi sono resa conto di alcune manie che avevo di base, provenienti dal mio background culturale e sociale che davo assolutamente per scontate, che lavoravano in silenzio ogni giorno regolando la soddisfazione e la percezione che avevo di me stessa.
In Italia abbiamo una vera e propria fissazione per la forma fisica: la maggior parte delle persone che conosco, siano donne o uomini, single o in coppia, sono continuamente a dieta. L’avere qualche chilo in più viene percepito come un ostacolo al piacere agli altri ed una mancanza di amore verso se stessi. Ci sono poi tanti altri fattori, ma quello è davvero forte, soprattutto se sei una donna. In parte è una questione di gusti, ma per lo più è una conseguenza degli stereotipi estetici che ci vengono dati in pasto ogni giorno dalla società e dai media e con i quali, nel tempo, inconsapevolmente cresciamo.
Una delle cose che mi hanno colpita di più quando per la prima volta ho visitato l’Irlanda del Nord, è stata la mancanza di questo fattore: gli uomini, ma soprattutto le donne, sono più liberi ed il fisico ha davvero poca importanza. Qualche chilo in più non è un opprimente problema che ti impedisce di trovare un compagno o ti relega in un angolo del locale quando esci con gli amici. Carattere, intelligenza e simpatia la fanno da padroni, ed anche un altro genere di bellezza, che prende la propria forza dalla persona e non dall’involucro.
E Stevie la pensa esattamente così: non solo mi ha insegnato ad essere più aperta verso chi mi sta intorno, ma anche a sentirmi meglio con me stessa. Se lui, che è una delle mie persone preferite al mondo, mi ama per come sono, perché dovrei farmi altri problemi? Essere se stessi è la cosa più sexy che si possa fare 😉

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I hate long distance relationships.

This blog, even not being limited to it, talks about my life between two countries thanks and due to the long distance relationship with my boyfriend. So you would expect anything but my complaining on this topic. But I’m actually in a bad mood, so I confess: there are those days (and nights) that I hate to have a long distance relationship. Let’s say it direct: sometimes it’s frustrating, and I say it from the heart. Then, for the time remaining, I bless the moment we met and, since of the truly incredible way it happened, I think destiny had exactly this in store for me.
Here is a short list of the things I hate about having a long distance relationship, I think who knows what I’m talking about will agree:

Questo blog, pur non limitandosi a ciò, parla della mia vita tra due nazioni grazie ed a causa della relazione a distanza con il mio compagno. Ergo vi aspettereste di tutto, meno che delle lamentele su questo tema. Ma si dà il caso io sia di cattivo umore, quindi confesso: ci sono quei giorni (e notti) nei quali odio avere una relazione a distanza. Diciamola in breve: ogni tanto è frustrante, e lo dico dal cuore. Poi per il resto del tempo benedico il momento in cui ci siamo incontrati e, visto il modo davvero incredibile in cui è successo, penso il destino avesse proprio questo in serbo per me.
Ecco una breve lista delle cose che detesto dell’avere una relazione a distanza, credo chi conosce la situazione da vicino concorderà:

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The “see-you-soon” without actually knowing if it will be soon
– Like this time, many other: to say bye promising to see each other we’ll be together again soon, without having a precise date in which it will happen. That date, a simple, common number, means we can at least seize on something, a countdown, an end to loneliness. Otherwise, until date to be set, the situation smells irremediably of goodbye.

Gli arrivederci senza sapere effettivamente quando ci si riverdà – Come questa volta, tante altre: salutarsi promettendosi di rivedersi presto, senza però avere una data precisa nella quale accadrà. Quella data, un semplice, comunissimo numero, significa potersi appigliare a qualcosa, un conto alla rovescia, una fine della solitudine. Altrimenti, sino a data da destinarsi, la situazione puzza irrimediabilmente di addio.

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The week ends – If there’s a hard moment, it is when you have time to rest, go out, think. It’s when we fight more. Me, in a country with my friends. Him, in another country with his mates. Times never fitting even for a decent call on Skype. To feel yourself set aside for a party a bit longer, another beer, a chat with strangers. The continue paranoia of not being important enough, of not having enough attentions.

I fine settimana– Se c’è un momento difficile è proprio quando si ha il tempo di riposare, di uscire, di pensare. E’ quando litighiamo di più. Io da una parte, con i miei amici; lui, dall’altra con i suoi. Tempistiche che non combaciano mai neppure per una chiamata decente su Skype. Sentirsi accantonati per una serata un po’ più lunga, ancora una birra, chiacchiere con estranei. La continua paranoia di non essere abbastanza importanti, di non avere abbastanza attenzioni. Continue reading

Life lag.

I’m back in Italy from two days and I’m experiencing what I call “life lag”. To live between two countries is beautiful, it gives you a lot of experiences and you get bored not so easily, but it can be particularly stressing too. Every time you move you have to get used again to different situations, company, habits.
After three weeks in Ireland I was reading, writing, talking, interacting, (cursing) in english, in Italy clearly we talk italian and I have to reorganize my brain to the language.
As I arrive in one of the two countries (but mostly in Italy, where, obviously, I have most of my friends, continously paranoid about me not coming back) I have to organize at least a week of meetings/celebrations/aperitivi/dinners/chattings with the friends who are not seeing me from some time. It’s not important if I’ll be staying for two weeks, two months or forever: everyone will want to see me anyway during the first seven days (sweet! ♥ ): let’s say it’s the only moment in which I need an agenda 😀

Sono tornata in Italia da due giorni e sto sperimentando quello che io chiamo “life lag”. Vivere tra due nazioni è bellissimo, ti dà molto in quanto ad esperienze e ti annoi difficilmente, ma è anche particolarmente stressante. Ogni volta che ti sposti devi riabituarti alle diverse situazioni, compagnie, abitudini.
Dopo tre settimane in Irlanda oramai leggevo, scrivevo, parlavo, interagivo, (imprecavo) in lingua inglese, in Italia ovviamente si parla italiano e devo riassestare il mio cervello alla lingua.
Appena metto piede in una delle due nazioni, qualsiasi essa sia (ma soprattutto in Italia, dove com’è ovvio ho il maggior numero di amici, continuamente in paranoia che io non torni), mi ritrovo a dover organizzare come minimo una settimana di incontri/festeggiamenti/aperitivi/cene/chiacchierate con gli amici che non mi vedono da qualche tempo. Poco importa che io mi fermi due settimane, due mesi o per sempre: vorranno tutti comunque vedermi nei primi sette giorni (carini! ♥ ); diciamo che è l’unico momento in cui effettivamente ho bisogno di un’agenda 😀

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See you on sunday! 😛

I have to get used again even to times and food, and to the different occupations I have here (for example I had a lot of orders for CartEssenza).
And, while all these tasks are assembling, it seems I lack of energies, and so I remain watching the time passing without having the strenght to move. Now I know, it’s only question of few days, in a bit I’ll get used and I’ll be back active as before.
Plus, last but not least, every time I return to Italy it means I’ll not see my boyfriend for who knows how much time. The first days are always the worst, I miss him a lot and I walk around the house like a lost soul.

Devo riabituarmi anche agli orari ed al cibo ed alle diverse occupazioni che ho qui (per esempio mi sono arrivati tanti ordini per CartEssenza).
E, mentre tutti questi impegni si accumulano, a me sembra manchino le energie, e rimango a guardare il tempo che passa senza avere la forza di muovermi. Ormai lo so, si tratta solo di qualche giorno, tra poco mi abituerò e tornerò attiva come prima.
In più, ultimo ma non ultimo, metteteci anche il fatto che ogni mio ritorno in Italia significa non vedere il mio compagno per chissà quanto. I primi giorni sono sempre i peggiori, mi manca tantissimo e mi aggiro per casa come un’anima in pena.

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All this to justify my absence from this blog and generally from my normal life: you don’t mess with life lag! 😉
During next days, anyway, I’ll try to write the articles I have in my mind: in my last days in Northern Ireland I gathered some material to talk about, I think it’s good. We’ll see 😉

Tutto ciò per giustificare la mia assenza da questo blog e dalla vita normale in genere: non si scherza col life lag! 😉 Nei prossimi giorni, comunque, farò in modo di scrivere gli articoli che ho in testa: nei miei ultimi giorni in Irlanda del Nord ho raccolto un po’ di materiale di cui scrivere, secondo me merita. Vedremo 😉

Two years…of many ♥

Today is my second anniversary with Stephen. Two years of long distance story, after meeting in a video game: if it wasn’t true, it’d be too much absurd.

It’s been hard to arrive to here: long times apart are not well known to make a relationship stable and without problems.

But he taught me the meaning of love. He’s my wonder everyday, from when we wake up to when we go to bed. It’s like this from two years and still is the same as the first day.

Oggi è il mio secondo anniversario con Stephen. Due anni di storia a distanza dopo esserci incontrati in un videogame: se non fosse vero, suonerebbe troppo assurdo.

Arrivare sin qui è stato difficle: l’essere distanti per lunghi periodi non è una cosa conosciuta nel rendere una relazione stabile e senza problemi.

Ma lui mi ha insegnato il significato della parola “amore. E’ la mia meraviglia ogni giorni, da quando ci svegliamo a quando andiamo a dormire. E’ così da due anni ed è comunque come se fosse il primo giorno.

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We met the first time after months we were talking, as first as friends, the last times as something more. We decided to meet in a land that wasn’t Italy or Ireland, so none of us was feeling more home than the other, and we chose London. It seemed easy for both: Stevie was already ok with traveling alone, and, even if it was the first time I was flying, I had a direct flight from Genova to London. Unluckily the 4th November of two years ago was the day of the last big flood we had in my city: it took me 12 hours to get to London, and instead of departing from Genova at the end I had to depart from Milano Malpensa. I’m not telling here all the hell that happened to me in those 12 hours, only I was lucky enough to meet a woman that helped me a lot. And she did that also for a weird motivation: she, like me, was going to London to meet her boyfriend…an english man that she met on the web and with whom she was together from years 😉
By the way, I arrived in London at 11p.m.; since I was in the wrong airport, I had to take a night bus to another place, without understanding a word of what people were saying to me. After a hour I finally arrived at the right airport where I had to meet with Stephen. Even if in the morning I dressed all nice, after 12 hours of traveling I was a complete mess, but he saw me and told “You are beautiful” (I know he was lying, but still… 😀 ). Then he took my bag and we went to call a taxi hand in hand. Like we were together the day before. Like we knew each other from years.

Ci siamo incontrati la prima volta dopo mesi di chiacchierate sul web, all’inizio come amici, negli ultimi tempi come qualcosa di più. Abbiamo deciso di farlo in una terra che non fosse nè l’Italia nè l’Irlanda, così che nessuno dei due si sentisse più a casa dell’altro, così la scelta è ricaduta su Londra.  Sembrava molto semplice per entrambi: Stevie aveva già viaggiato da solo e, anche se per me era la prima volta che prendevo un aereo, avrei preso un volo diretto Genova – Londra. Sfortunatamente il 4 Novembre di due anni fa ci fu la più grave alluvione degli ultimi anni nella mia città: mi ci vollero 12 ore per arrivare a Londra, ed invece di partire da Genova alla fine dovetti partire da Milano Malpensa. Non sto a raccontare tutti i casini che mi accaddero in quelle 12 ore, dico solo che fui abbastanza fortunata da incontrare una signora che mi aiutò moltissimo. E lo fece anche per una motivazione particolare: quella signora, come me, stava andando a Londra ad incontrare il suo compagno…un uomo inglese incontrato sul web e con il quale stava da anni 😉Comunque arrivai a Londra alle 23.00; visto che ero nell’aeroporto sbagliato dovetti prendere un autobus notturno (tutto ciò capendo pochissimo di quel che la gente intorno a me diceva). Dopo un’ora finalmente arrivai all’aeroporto giusto, quello nel quale avevo appuntamento con Stevie (che a quel punto mi aspettava da un’infinità). Anche se al mattino ero partita tutta vestita carina, dopo 12 ore in viaggio ero in uno stato pietoso; ma lui mi vide e disse “sei bellissima” (lo so che stava mentendo spudoratamente, ma comunque… 😀 ). Quindi prese la mia valigia ed andammo a cercare un taxi mano nella mano. Come fossimo stati insieme il giorno prima. Come ci conoscessimo da anni.

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Taverna del Pirata – Camogli (Genova)

I love this tavern: it’s pirate themed and full (and I mean FULL) of weird things everywhere. I found it casually some years ago and I fell in love. It’s in Via San Fortunato 8, in the beautiful Camogli. Taverna … Continue reading

Night in Camogli (Genova)

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Two nights ago me and my friend Davide were going around Genova’s centre bored, so I had the idea to take him to a place he never been before, also one of my favourites: Camogli.
Camogli is a little sea town at just half a hour drive from Genova; in the summer it’s full of people, but at this time of the year tourists are gone and you can enjoy better the deserted historical centre on the sea and the small port. Continue reading