Stephen again, and me spying from outside the window… ♥

One of the best things of having free time is to pass it drawing. I missed it a lot during my busy last month. Here another drawing of Stephen, just a pen sketch.

Una delle cose più belle di avere del tempo libero è poterlo passare disegnando. Mi è mancato molto nell’ultimo mese. Ecco un altro disegno di Stephen, un semplice schizzo a penna.


Petites Planètes Volume 1 by Vincent Moon – Tom Zé

petite_planetes - tom zè

I love Petites Planètes and Vincent Moon‘s works and all started from *OMG* La Blogothèque

Petites Planètes Volume 1 – Tom Zé

Read more about Vincent Moon on Wiki & watch his works on his site. Really, do it. Start the new year properly 😉

Northern Ireland, finally!

I swear, I tried with all myself to write on this blog even while I wasin the middle of the Christmas market, but with two jobs, no free days and tiring work times I didn’t make it. Then there had been Christmas day with its family reunion and the 26th I traveled to Northern Ireland, where finally I am.

Ci ho provato, lo giuro, con tutta me stessa a scrivere qui sul blog anche mentre ero nel mezzo del mercatino di Natale, ma con due lavori, nessun giorno di pausa ed orari sfiancanti non ce l’ho fatta. Poi c’è stato il giorno di Natale con annessa riunione di famiglia ed il 26 Dicembre ho viaggiato per arrivare in Irlanda del Nord, dove mi trovo al momento.

Can I say it? It’s been a truly horrible travel. I woke up at 5.30 to calmly prepare for the first train to Milan, that was at 7.26. I was well in advance, like always, to arrive to take the plane without problems. But. Since of the bad weather the train accrued late (almost 80 minutes!). Arrived to Milan Central Station I literally ran to take the bus to Orio al Serio; there was the pink one departing before the others, so I took that one, but the driver was so slow that we had been surpassed from those departing later. Really, they were searching for me having an hysterical crysis. So I bursted in the airport, running full of luggages to the check in. In a hour my flight was leaving and I had yet to pass all the queue to the metal detector, that, being the 26th of December, was winding all over the airport. Before me a funny family with two little children decide to have fun letting them do the check in. Anyway the people at their backs were non in late, right? Finally they end their pantomime, it’s my turn: I trow the bag on the scale and passport and boarding pass on the desk. But the guy at the check in, instead of doing what he was supposed to, decides to go away to do something else. I start to see red: i run at his back telling him I’m in late for my flight. He returns to the desk, gives a gaze to my documents and says: “You going to Dublin? See, there’s plenty of time for that!”. I mumble something back just to make it fast, but I think that probably this man: 1. didn’t have a look in the last 10 hours to the metal detector queue, 2. isn’t looking to go to toilet from when he reached Milan, 3. isn’t a smoker who is not touching a cigarette from five h0urs.
Then I wait half a hour in the metal detector queue, finally I run to the toilet, I smoke a cigarette at full speed while calling home to reassure them I’m making it, then I run to the plane and I arrive with the last 0nes. How? Wasn’t I full of time? 😉
The flight, turbulence apart, goes good. I concentrate on videogames like there’s no tomorrow, and it’s not hard since part of me is thinking that truly.

Posso dirlo? E’ stato davvero un viaggio orribile. Mi sono svegliata alle 5.30 per prepararmi tranquillamente per prendere il primo treno per Milano alle 7.26. Ero in largo anticipo, come sempre, per arrivare a prendere l’aereo senza problemi. Ma. A causa del tempo orribile, oltre ad esser fradicia, il tren0 ha accumulato ritardo (quasi 80 minuti!). Arrivata in Stazione Centrale a Milano sono letteralmente corsa a prendere il bus per Orio al Serio; c’era quello rosa che partiva prima di tutti, ma l’autista era così lento che siamo stati doppiati da quelli che partivano dopo. Davvero, la crisi isterica se la cercano. Così ho fatto irruzione in aeroporto, correndo carica di valigie al check in. In un’ora il mio aereo sarebbe partito ed avevo ancora davanti la fila per il metal detector, che, essendo il 26 di Dicembre, si snodava praticamente per tutto l’aeroporto. Davanti a me una simpatica famiglia con due bambini piccoli decide di divertirsi lasciando che siano loro a fare il check in. Tanto quelli dietro mica hanno fretta. Finalmente finiscono la pantomima, è il mio turno: lancio il bagaglio sulla bilancia e passaporto e boarding pass sul banco. Il ragazzo del check in però, invece di farmi fare quel che devo, decide di andare via e far qualcos’altro. Inizio a vedere rosso: gli corro dietro dicendogli che sono in ritardo per il mio volo. Torna al banco, guarda i miei documenti e mi dice “Quello per Dublino? Guarda che hai ancora un sacco di tempo!”. Bofonchio qualcosa in risposta per fare in fretta, ma penso che probabilmente il signore in questione: 1. non abbia visto nelle ultime 10 ore la coda al metal detector, 2. non debba andare in bagno con urgenza da quando è arrivato a Milano, 3. non sia un fumatore che non tocca una sigaretta da cinque ore.
Poi mi aspetta più di mezz’ora in coda per i controlli di rito, finalmente corro in bagno, fumo una sigaretta alla velocità della luce mentre chiamo a casa rassicurando tutti che ce la sto facendo a non perdere il volo, corro a prendere l’aereo ed arrivo tra gli ultimi. Ma come? Non ero piena di tempo? 😉
Il volo, un po’ di turbolenza a parte, va bene. Mi concentro sui videogiochi come non ci fosse un domani, e non mi è difficile visto che una parte di me lo teme seriamente.

As I arrive in Dublin, even if there are two hours to wait for the bus to Belfast, after all I passed I feel like I’m already home.

Arrivata a Dublino, nonostante manchino due ore al bus per Belfast, dopo tutto quel che ho passato mi sembra di essere già a casa.


I sit and I take a coffee milkshake (as I already explained in other posts, I will never take again the expensive and undrinkable espresso of dublin airport!) at AMT bar and I relax. Finally. Back to Ireland ♥

Mi siedo e prendo un frappè al caffè (come ho già spiegato in altri post, il costosissimo ed imbevibile espresso dell’aeroporto di Dublino non lo prenderò mai più!) al bar AMT e mi rilasso. Finalmente. Tornata in Irlanda ♥

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A coffee milkshake ❤

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Finally on Instagram

Finally I can feel technologic too: as early Christmas gift I received a new smartphone and I opened an Instagram account. For now there’s only a photo took yesterday at the Christmas Market in which you can see the perfect matching between CartEssenza necklaces and La soffitta hand made‘s new dresses, but I’m sure it will take me not so much time to fill the profile 😉

Finalmente mi sento tecnologica anche io: ho ricevuto come regalo di Natale anticipato un nuovo cellulare e mi sono portata al passo coi tempi, aprendo un account su Instagram. Per ora c’è solo una foto scattata ieri al mercatino di Natale nel quale si vede il perfetto accostamento delle collane CartEssenza con i nuovi vestiti della mia amica Martina de La soffitta hand made, ma sono certa ci metterò davvero poco a riempire il profilo 😉

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CartEssenza & La Soffitta Hand Made a Campetto

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Histoire d’O – Pagina 101

histoire d'o
“Chi può avere pietà di coloro che aspettano? E’ così facile riconoscerli: per la loro dolcezza, per il loro sguardo falsamente attento – attento, sì, ma a qualcosa di diverso da ciò a cui guardano – per la loro assenza.” (*)

“Storia di O” – Pauline Réage

(*) I read it in italian, here there is the translation in english, I found it in the complete book in pdf:

“Who pities those who wait? They are easily recognized: by their gentleness, by their falsely attentive looks – attentive, yes, but to something other than what they are looking at – by their absent-mindedness.”

Stephen – Watercolour


Suddenly wake up in the middle of a short sleep and draw. To see him is sense, to draw him is like to caress every line of his beautiful face.

Svegliarsi all’improvviso nel mezzo di un sonno breve. Vederlo è senso, disegnarlo è come accarezzare ogni linea del suo bellissimo volto.

MOVIE: “Asylum” – David Mackenzie (2005)

MOVIE: “Asylum” – David Mackenzie (2005) I love this story. I loved it in Patrick McGrath’s book, I loved it in this movie, that is an almost perfect transposition of the literary version. The characters, places, situations…I imagined them all … Continue reading

MOVIE: “My first mister” – Christine Lahti (2001)

MOVIE: “My first mister” – Christine Lahti (2001) I never heard about this movie before, but when I saw it listed on Netflix UK the main character look intrigued me, so I decided to watch it. Nothing special: it’s the … Continue reading

Boccadasse – Genova

While I was wandering in the web I found this beautiful photo (unluckily the copyright was not specified, so if you know who is the author write me to add it, please) of my city, that made me dream with my eyes open: the colours, the sea, the atmosphere…or better: one of the many atmospheres that you can breathe in different spots of Genoa. I am born here, but above all my soul here was moulded, there’s no doubt. Of sea and wind, of infinite horizon and stones, of colours  and scents, of sweetness and roughness.

Mentre vagavo per il web ho trovato questa foto bellissima (purtroppo non era indicato il copyright, quindi se doveste sapere di chi sia scrivetemi pure per aggiungerlo) della mia città, che mi ha fatta sognare ad occhi aperti: i colori, il mare, l’atmosfera…o meglio: una delle tante atmosfere che si possono respirare in diversi punti di Genova. Qui sono nata, ma soprattutto è stata forgiata la mia anima, non c’è dubbio. Di mare e vento, di orizzonte infinito e pietre, di colori ed odori, di dolcezza ed asprezza.

Boccadasse - Genova

Boccadasse – Genova