Halloween in Derry – Pt. 3: a lonely walk in the city


Here we are at the last post I’ll write about Derry: it’s the 1st November morning, Halloween is passed and I strangely woke up very good after the mad and acoholic night. It’s 10 am (UK time) and Stevie is rolling in bed gripped by cold, maybe with temperature. I decide to go out alone to let him sleep still some time: I’ll search for a coffee and something to eat, and in the while I’ll use the few hours before our departure to visit the city at the day light.

Eccoci all’ultimo post che dedicherò a Derry: siamo alla mattina del 1° Novembre, Halloween è passato ed io stranamente mi sono svegliata fresca come una rosa dopo la nottata folle ed alcolica. Sono le 10.00 (ora inglese) e Stevie si rigira nel letto attanagliato dal freddo, forse febbricitante. Decido di uscire da sola per lasciarlo a dormire ancora un po’: cercherò un caffè e qualcosa da mangiare, ed intanto sfrutterò le poche ore prima del viaggio di ritorno per visitare la città con la luce del giorno 🙂

Dress up and going out: what in Italy is very easy, here becomes a big deal. Stevie is terrified by the idea of letting me go around alone, he fears I get lost, I don’t understand the language, I mess around. But the case is that two weeks ago, during my bus travel from Dublin to Belfast, I met an irish woman that told me about how her and her italian boyfriend broke up when he went to live in her country; there were a lot of motivations, but between those there was the fact that he was not feeling free to go out when he wanted to go where he was fancy to go. I understand very good the problem of that man, because it’s one of those I have too when I’m in Ireland: everytime I want a coffee, something to eat, or even just to have a walk in the park, I have to organize an expedition like I was going to another continent. So in Derry I decided to stop this eroding situation 😉
This doesn’t change the fact that to be completely alone in a city that you don’t know, in another country talking a different language, with other uses from yours and, above all, that doesn’t have bars working as shelters for a fast coffee, is a fascinating, still difficult, experience. The feeling of not belonging, of loneliness, of being lost, little, is not a news in those cases.

Vestirsi ed uscire: ciò che in Italia è una cosa davvero semplice, qui diventa un’impresa. Stevie è terrorizzato all’idea di lasciarmi andare in giro sola, ha paura io mi perda, non capisca la lingua, faccia casino. Ma si dà il caso che due settimane fa, durante il viaggio in bus da Dublino a Belfast, io abbia conosciuto una signora irlandese che mi ha raccontato di come lei ed il suo compagno italiano si fossero lasciati quando lui si era trasferito nel suo paese; le motivazioni erano tante, ma tra queste vi era il fatto di non sentirsi libero di uscire quando volesse, per andare dove avesse voglia. Ho compreso appieno il problema di quell’uomo, perché è uno di quelli che ho anch’io quando sono in Irlanda: ogni volta che voglio un caffè, qualcosa da mangiare, o anche solo fare una passeggiata al parco, devo organizzare una spedizione che manco andassi in un altro continente. A Derry ho deciso quindi di dire basta a questa situazione logorante 😉
Questo non cambia il fatto che girare completamente soli per una città che non si conosce, in un’altra nazione che parla un’altra lingua, ha altri usi rispetto ai propri e, soprattutto, che non prevede i bar come luogo di rifugio per un caffè al volo, sia un’esperienza affascinante ma allo stesso tempo difficile. Il senso di non appartenenza, di solitudine e di essere sperduti, piccoli piccoli, non è novità in tali casi.

So I depart from our only-for-one-day house to go to the centre of the city; obviously as I’m enough far to be useless going back it starts to rain heavily. I mean to rain very heavily. I don’t have an umbrella (Stevie says that here they don’t use it so much, but I think it’s only a lie he auto-convinced of in time), only sunglasses and a scarf I put on my head in perfect muslim style. People look at me strangely, rightly: I seem an emir. Anyway. Finally I find one of those shops where things are sold all around a pound and I buy an umbrella. I go out of the shop and no more rain, obviously again. At this point I’m in the main square of the city and I see a place called “Caffè Fresco” (italian: “Fresh Coffee”) and I decide to finally have my morning coffee.Now, as I already told in a previous post, I have problems having coffee in bars abroad: I can’t get along without starting my “coffee review” with annexed complaining; but the problem is not ending with this: I don’t know if maybe it’s a part of an insane homesick, but everytime I order in a place with italian name the Accademia della Crusca Demon take control of me, making me pronunce every word in perfect *and exclusively perfect* italian. Anyway I order a ristretto coffee, at the third time I ask for it the woman at the counter get it and she makes me a long espresso…as I really like coffee eh…sigh 😥

Dunque parto dalla nostra casa-per-un-giorno per dirigermi verso il centro città; com’è ovvio che sia, appena sono abbastanza lontana da non valer più la pena di tornare indietro, inizia a diluviare. Ma a diluviare tanto. Io non ho ombrello (Stevie dice che qui non si usa molto, ma credo sia una bugia della quale si è auto-convinto nel tempo), solo occhiali da sole ed una sciarpa che mi metto in testa stile musulmana. E la gente mi guarda strano, giustamente, sembro un emiro. Vabbè. Finalmente trovo uno di quei negozi nei quali vendono tutto a circa una sterlina e compro un ombrello. Esco ed ha smesso di piovere, com’è nuovamente ovvio. A questo punto sono nella piazza principale della città, vedo un posto chiamato “Caffè Fresco” e decido di andare a prendere finalmente un caffè.
Ora, come già avevo detto in un articolo precedente, ho dei problemi a prendere il caffè nei bar all’estero: non posso fare a meno di far partire la mia “coffee review” con tanto di mugugno; ma il problema non si ferma qui: non so se si tratti magari di una malata manifestazione della nostalgia di casa, ma ogni volta che ordino in un luogo con nome italiano il Demone dell’Accademia della Crusca si impossessa di me, facendomi pronunciare ogni parola in perfetto *ed esclusivamente perfetto* italiano. Ad ogni modo ordino un caffè ristretto, alla terza volta che lo chiedo la signora al bancone comprende e mi fa un espresso lungo…proprio come piace a me, eh…sigh 😥

After my coffee the city tour can finally begin! My main destination are obviously Derry walls, and to reach them I pass again in front of the City Hall:

Dopo il mio caffè la visita della città può finalmente iniziare! La mia meta principale sono ovviamente le famose mura di Derry, e per raggiungerle passo di nuovo di fronte alla City Hall:

Derry city hall

…and of this gate with “Guinness” written on it that, even if I drank only one Guinness on irish ground in two years, it’s always cool to put in the middle of an article on irish tourism 😉

…e a questo portone con la scritta “Guinness” che, pur avendone io bevuta una in due anni sul suolo irlandese, fa sempre fico se si scrive di turismo irlandese 😉

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Derry walls are all around The Diamond (the city centre), that has at its centre the Diamond War Memorial, monument to the fallen of World War I. If you want more informations on Derry Walls’s history, here is the official site.
I start my tour from the “Water Bastion“, that is the walls’ entrance near the bus station. Its name come from the fact it was the closer to the shore of Foyle river.

Le mura di Derry girano tutte intorno al nucleo della città, il “diamante”, al cui centro vi è il Diamond War Memorial, monumento ai caduti della 1° Guerra Mondiale. Se volete più informazioni sulla loro storia, ecco il sito ufficiale.
Inizio il mio giro dal “Water Bastion“, che è l’ingresso alle mura vicino alla stazione dei bus. Si chiama così perché è il più vicino alla riva del fiume Foyle.

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I arrive then at the “Newgate Bastion“, where some cannons remind me that the walls have not always been simply a panoramic walk:

Arrivo poi al “Newgate Bastion“, dove alcuni cannoni mi ricordano che le mura non sono sempre state semplicemente una passeggiata panoramica:

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And here I’m surprises by another bad heavy shower:

E qui vengo sorpresa da un altro enorme acquazzone:

IMG_4396l IMG_4398l IMG_4400lUnder the rain I reach another point of the fortifications, which name is not leaving any doubt on the use of it, the “Artillery Bastion“:

Sotto la pioggia raggiungo un altro punto della fortificazione, il cui nome non lascia dubbi sull’utilizzo dello stesso,  l'”Artillery Bastion“:

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Yes, it’s raining with the blue sky…irish weather 😉

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From here I see an unsettling sign that reminds to everyone that Derry is not only the city of the Banks of the Foyle or of Hogwarts, but even a place where in the past conflicts between Catholics and Protestants were a reality (here occured the sadly famous “Bloody Sunday“)…and they still are 😦
The message says: “Londonderry west bank loyalists still under siege no surrender”.

Da qui vedo un inquietante cartello che ricorda a tutti che Derry non è soltanto la città del Banks of the Foyle o di Hogwarts, ma anche un luogo dove in passato i conflitti tra Cattolici e Protestanti non sono mancati (qui si è svolta la tristemente famosa “Bloody Sunday“)…e non sono neppure finiti del tutto 😦
Il messaggio dice: “I lealisti della Sponda Ovest di Londonderry ancora sotto assedio non si arrendono”.

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I continue to climb the walls and I arrive to the “Church Bastion“: as the name suggests, this is the bastion closer to St Columb’s Cathedral. In this part of the walls there’s a watch tower, dated back to 1627, built to protect guards from the rain (they were two, but one was demolished).

Continuo per la salita ed arrivo al “Church Bastion“: come il nome suggerisce, questo è il bastione più vicino alla Cattedrale di San Columba. In questo tratto delle mura è presente una torretta, risalente al 1627, costruita per proteggere le guardie dalla pioggia (erano due, ma una è stata demolita).

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Time passes and I’m scared of not having enought to return home, take my luggage and depart again, so I leave the walls to be back in the city, passing by St Columb’s Cathedral:

Il tempo scorre ed ho paura di non riuscire a far ritorno a casa a prendere i miei bagagli per ripartire nuovamente, così da qui abbandono le mura per tornare in città, passando per la Cattedrale di San Columba:

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So here I am on the way back. The two missions now are: don’t get lost, since I’m without a map and with few money in the telephone to call Stevie crying in case it happens and to find something to eat.
Anyway I can’t do without stopping at Bedlam, a vintage, antique and handmade that I find on my way. Unluckily they didn’t want me to take photos inside, so you have to be statisfied with these pics of the outside:

Eccomi quindi sulla via del ritorno. Le due missioni adesso sono: non perdermi perché sono senza mappa e con pochi soldi nel cellulare per chiamare Stevie piangendo in caso accada e riuscire a trovare qualcosa da mangiare.
Ciò nonostante non posso fare a meno di fermarmi al Bedlam, un mercato di vintage, antiquariato e fatto a mano che trovo sulla via. Purtroppo mi è stato impedito di far foto all’interno, quindi dovrete accontentarvi di vederlo da fuori:

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After grabbing two sandwiches I leave the streets of the city…

Dopo aver preso al volo due sandwich lascio le strade della città…

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…to walk back by the Foyle shore:

….per tornare lungo la riva del Foyle:

Unluckily I had no time to go to the  “Peace Bridge“, that crosses the Foyle river to unite the two sides of Derry, geographically and ideally the two parts of the northern irish troubles. Anyway, before running to the bus I took a photo of the Peace Flame, an undying flame that was lit by protestant and catholic children to represent the peace.

Sfortunatamente non ho avuto tempo di andare al “Peace Bridge“, il ponte della pace che attraversa il fiume Foyle per unire le due sponde di Derry, geograficamente ed idealmente le due fazioni dei problemi in Irlanda del Nord. Comunque, prima di correre al bus son riuscita a scattare una foto della Peace Flame (la fiamma della pace), una fiamma continua accesa dai bambini protestanti e cattolici per rappresentare, appunto, la Pace.

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Ciao Derry, spero di tornare presto! 😉

4 thoughts on “Halloween in Derry – Pt. 3: a lonely walk in the city

  1. Pingback: Scrivere o parlare? | Midnight Corner

  2. Pingback: To order a true italian coffee abroad. | Maettina

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