Halloween in Derry – Pt. 2: from club to club, from beer to beer


Halloween night is a very peculiar moment: it exorcize our fear of the different, of the other, of the beyond taking it in the streets and celebrating it in ourselves, as for some hours we become that opposite of which, during the rest of the year, we are scared of.
Now, imagine an entire city that for a day becomes inhabitated almost only by masks, great and little, and you’ll have an idea of Banks of the Foyle in Derry 🙂

La notte di Halloween è un momento molto particolare: essa esorcizza la nostra paura del diverso, dell’oltre, dell’aldilà portandola nelle strade e celebrandola in noi stessi, che per qualche ora diveniamo quell’opposto del quale per il resto dell’anno siamo spaventati.
Ora immaginate un’intera città che per un giorno diventa abitata quasi solamente da maschere, grandi e piccine, ed avrete un’idea del Banks of the Foyle di Derry 🙂

So, finally arrived at the house of Stevie’s friend, after we entered our room and we managed to get some beers, we went to prepare. Unluckily (like every Halloween) we didn’t have a costume to participate to the parade, so we just dressed up a little bit more goth and put on make up. Anyway, between the meeting with other people living in the house, a lot of chatting and a beer and another, we lost the parade. After some time we took our things, our drunk friends and went out just in time to see fireworks.

Quindi, arrivati finalmente a casa dell’amico di Stevie, dopo aver preso possesso della nostra stanza ed infine esserci procurati delle birre, siamo andati a prepararci. Purtroppo (come ogni Halloween) non avevamo un costume per partecipare alla parata, quindi ci siamo semplicemente vestiti un po’ più goth del solito e truccati. Ad ogni modo, tra l’incontro con gli abitanti della casa, tante chiacchiere e tra una birra e l’altra, la parata l’abbiamo persa. Dopo qualche tempo abbiamo raccattato le nostre cosa, gli ubriachi e siamo usciti giusto in tempo per vedere i fuochi d’artificio.

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After fireworks we went to a bar (unluckily I can’t remember the name) in which we drank something waiting some other friendslost in meanders of disorganization and alcohol. The forewords is that this bar was in the university zone, which is a bit in the outskirts of the city; so it’s not a surprise if for some time we were the only people dressed for Halloween inside the place, with middle aged other customers gazing at us. Two events to remember:

  1. while I was out smoking, I confused the true police with disguised people; I’ve been then gently warned that no, those weren’t costumes.
  2. suddenly Jesus entered the bar (yes, him, with true hair also). After taking some *craved* photo together, he told me to change bar, since that was the outskirts. Obviously from that moment until we departed the place I couldn’t stop to bother everyone telling that we had to go elsewhere, since Jesus told me. Ah, power of alcohol!

Dopo i fuochi d’artificio siamo andati in un bar (di cui purtroppo non ricordo il nome) nel quale abbiamo bevuto qualcosa in attesa di altri amici dispersi nei meandri della disorganizzazione e dell’alcol. La premessa è che questo bar si trova nella zona dell’università, che è un po’ in periferia rispetto al centro città; non c’è da stupirsi, quindi, se per un po’ di tempo siamo stati le uniche persone vestite a tema all’interno dello stesso, con gli occhi puntati addosso da parte degli avventori di mezza età. Due avvenimenti da appuntare:

  1. mentre ero fuori a fumare, ho scambiato la polizia (che girava con un accidenti di mitra!!! O____O) con gente mascherata; sono stata poi gentilmente avvertita del fatto che no, non erano maschere.
  2. all’improvviso all’interno del locale è entrato Gesù (sì, proprio lui, con i capelli veri). Dopo aver fatto qualche *invidiatissima* foto insieme mi ha detto di cambiar locale, che lì era periferia. Ovviamente da tale momento sino alla nostra dipartita dal bar ho rotto le scatole a tutti dicendo che dovevamo andare in un altro posto perché Gesù mi aveva parlato. Ah, il potere dell’alcol!

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Finally we left the first bar to go to the centre of the city. Someone had even the good idea of giving around some sparklers, and we couldn’t miss the occasion:

Finalmente lasciammo il primo bar per dirigerci verso il centro della città. Qualcuno ebbe anche l’ottima idea di far girare qualche stellina, e noi non potevamo farci sfuggire l’occasione:

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At this point our way divides from the one of our friends: we stop in front of a club, full of people like it was a dantesque circle, that pours out piles of drunk people in tiger and bear outfits, and dressed as other unrecognisable characters. The music coming out is clearly far from our tastes, so, with Fiachra (one of the musicians living in the house) we decide to go to a club more appropriate to out ears. The others are not taking it so good, but my spirit is grateful for our decision. Fiachra, that from that moment will become even our guide of Derry’s nightlife, advice to go to Masons, the only rock club of the city (or so I understood).

A questo punto della serata, però, la nostra strada si divide da quella dei nostri amici: ci fermiamo di fronte ad un locale, colmo di gente manco fosse un girone dantesco, che riversa in strada cumuli di gente ubriaca in tute da tigre, orso e vestita da altre cose non riconoscibili. La musica che ne vien fuori è chiaramente lontana dai nostri gusti, così, insieme a Fiachra (uno dei musicisti abitanti della casa) decidiamo di andare in un locale più consono alle nostre orecchie. Gli altri la prendono un po’ male, ma il mio spirito è grato della decisione presa. Fiachra, che da quel momento sarà anche la nostra guida nella nightlife di Derry, consiglia di andare al Masons, unico locale rock della città (o almeno così ho capito io).

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At Masons the music is not bad, th people is in a good mood and not too drunk, but it seems for us it’s not one of those nights you want to go to a club and remain there, so after a beer and some songs we walk to another pub, this time a typical irish bar: the Peadar O’Donnels.

Al Masons la musica non è male, la gente è di buon umore e non troppo ubriaca, ma sembra che per noi non sia una di quelle serate nelle quali hai voglia di andare in un locale e rimanere lì, quindi dopo una birra e qualche canzone ci incamminiamo verso un altro pub, questa volta un bar tipico irlandese: il Peadar O’Donnels.

IMG_4355bl IMG_4356bl IMG_4358blThe Peadar O’Donnells is so full of people that even to arrive to the counter to take a beer is a big task. Obviously it’s even the club where my kidneys decide, thanks to the quantity of beer drank, to start to work again as brand new, so I continue to plough the compact crowd of drunk people back and forth to reach the toilet, that, as it’s tradition in every overcrowded pub, is in the very opposite part of the entrance. Some musicians play in a corner and in the while absurd conversations are happening, like the one with a giant that continues to ask me where are all the beautiful women gone and doesn’t stop even in front of my awkward mumbling on relativity of tastes in phisical appearence; luckily a giantess passes by and he get stuck on her, so I can sneak off…again to the toilet 😉

Il Peadar O’Donnells è così pieno di gente che anche solo arrivare al bancone per prendere una birra è un’impresa da titani. Ovviamente è anche il locale nel quale i miei reni decidono, grazie alla cascata di birra bevuta, di iniziare a funzionare come fossero nuovi di pacca, quindi continuo a fendere la folla compatta di gente ubriaca avanti ed indietro per raggiungere il bagno, che, come è tradizione in ogni pub sovraffollato, è nella parte completamente opposta all’ingresso. Alcuni musicisti suonano in un angolo e nel mentre conversazioni assurde hanno luogo, come quella con un gigante che continua a chiedermi dove siano finite le belle donne e non smette neppure di fronte al mio spiazzato balbettare sulla relatività dei gusti nell’aspetto fisico; per fortuna una gigantessa passa e lui si attacca a lei, così io posso sgattaiolare…nuovamente alla toilette 😉

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After a beer we decide to move again: it’s time for Sandinos, a bar that seems to be pretty popular in Derry. While going there I shot this photo of the City Hall by night:

Finita la birra decidiamo di muoverci nuovamente: è tempo di andare al Sandinos, un bar che sembre essere particolarmente popolare a Derry. Mentre ci dirigevamo lì ho scattato questa foto della City Hall di notte:

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When we arrive at Sandinos the atmosphere is surreal: a girl explains me that that night there was a giant 70s party and that almost all the people then pile out there. But it’s not only the fact that the club seems returned back of 40 years that creates a so strange ambient: it’s late and everyone, really everyone (even us three), is drunk. We reach the club with a Christmas elf (I think she was the girlfriend of a friend who was with us), we stop because I want by any means Stevie rolling a cigarette for a homeless man and than going to say him that it’s me sending it, but since I’m foreigner I can’t talk (it’s a lie, I talk english without problems, but we are at the point Stevie is not asking questions anymore)…

Quando arriviamo al Sandinos l’atmosfera è surreale: una ragazza mi spiega che quella sera c’è stato un gigantesco party anni ’70 e che praticamente tutti si sono riversati lì. Ma non è solo il fatto che il locale sembri tornato indietro di 40 anni a creare un ambiente così strano: è tardi e tutti, ma proprio tutti (compresi noi tre), sono ubriachi. Arriviamo al club accompagnati da un elfo di Natale (la fidanzata di un amico che era con noi, credo), ci fermiamo perché voglio a tutti i costi che Stevie rolli una sigaretta per un senzatetto e poi gli vada a dire che gliela mando io, ma che, essendo straniera, non posso parlargli (non è assolutamente vero, parlo inglese tranquillamente, ma siamo al punto in cui Stevie non fa più domande)…

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…then we go inside and I run to the toilet, where I am hugged by a giant black stranger that swears that I’m the nicest person he ever met in his life and *marvel!* the toilet is so wonderful after half a hour of queue that I decide to consecrate the moment with a creepy photo:

…poi entriamo ed io mi catapulto in bagno, dove vengo abbracciata da un gigantesco sconosciuto di colore che giura io sia la persona più carina lui abbia mai incontrato in vita sua e *meraviglia!* il bagno è così incantevole dopo mezz’ora di coda che decido di immortalarlo con una foto inquietante:

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Out another beer is waiting me and, while I sip it I chat with a girl dressed as *I don’t know what* about artistic and cultural patrimony of Italy until both us can’t bear anymore. Fiachra is back to us, Stevie is cold and I couldn’t stand to drink a sip more. We decide to go back home, where other beers are waiting for us, with my big displeasure. Luckily we find our host drank them all as we were out and we can jump in bed without remorse. Goodnight Derry!

Fuori un’altra birra mi aspetta e mentre la sorseggio chiacchiero con una ragazza vestita da non so che del patrimonio artistico e culturale dell’Italia sino a che non ne possiamo più entrambe. Fiachra torna da noi, Stevie ha freddo ed io non riuscirei più a bere neppure un sorso. Decidiamo di tornare a casa, dove altre birre ci aspettano, con mio sommo disappunto. Per fortuna scopriamo che il nostro ospite se le è bevute tutte in nostra assenza e possiamo gettarci nel letto senza rimorsi. Buonanotte Derry!

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  1. Pingback: Greetings from Castlerock | Maettina

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